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mercoledì 13 novembre 2013

Workshop: Raccontare con il colore - tenuto da Barbara Canepa

La classe si prepara alla lezione!
Rieccoci qui, per l'ultimo workshop di quest'anno di cui vi avevo già accennato nei post precedenti.

Dopo aver fatto una full immersion di character design e animazione Pixar in luglio, di uso e creazione di pennelli e textures di Photoshop con il grande Paolo Domeniconi a Follonica ai primi di ottobre e aver chiuso lo stesso mese col delizioso tea party autunnale organizzato da Arianna Robustelli e Isabella Mazzanti, dove abbiamo esplorato e ritratto ad acquarello il panorama autunnale della campagna a nord di Roma, eccoci arrivati all'ultima tappa di questo percorso: la narrazione attraverso il colore, workshop tenuto dall'incredibile Barbara Canepa e organizzato dalla De Dominicis Agency con una sempre fantastica Isabella  (se volete dare una sbirciatina ecco il link alla pagina ufficiale dell'evento).

Faccio una piccola premessa: avevo già avuto la fortuna di partecipare ad un workshop tenuto da Barbara qualche anno fa a Palermo, nel novembre 2010 (per chi vuole sbirciare il mio sketchbook dell'epoca avevo fatto una sorta di piccolo diario di viaggio) ed era stato super energizzante. Quella volta avevamo affrontato un diverso argomento, ossia come strutturare una copertina. Ricordo che, oltre a essermi divertita come una pazza, avevo ricevuto un sacco di consigli utilissimi e incredibilmente mirati e che il periodo immediatamente successivo era stato uno dei più prolifici della mia vita. Tra l'altro mi aveva aiutata ad uscire da un momento in cui mi sentivo "bloccata"; non che non riuscissi a disegnare, ma non riuscivo a PROGREDIRE e non capivo dove mi fossi arenata.

Da quel workshop è ricominciato tutto per me.

Secondo giorno

Così, quando alcune settimane fa ho visto sulla bacheca Facebook del mio amico Fabio di questa nuova iniziativa ho "rotto il porcellino" ed ho deciso di tentare a partecipare alla selezione per i partecipanti al corso (il corso è infatti aperto solo a chi già ha un po' di dimestichezza con la colorazione digitale). Quando poi ho saputo di essere stata presa l'emozione è salita alle stelle!

Barbara intenta a dedicare i libri che ha portato per i suoi corsisti

Quando ho iniziato il mio percorso come illustratrice avevo qualche inconsapevole difficoltà nell'uso del colore... nel senso che non riuscivo a rinunciare ad usare tutto l'arcobaleno mentre è stato poi vitale imparare che non tutti i colori possono essere abbinati fra loro (sembra scontato... ma non sempre lo è!). Nel 2010 era ancora tutto un impazzare di tinte e ricordo che Barbara mi diede un sacco di consigli preziosi su questo argomento e, da lì, mi sono messa al lavoro come una matta per cercare di colmare questa lacuna.

Arianna Robustelli, Antonio Zeoli ed Elisa Di Virgilio
Per tanti motivi quindi attendevo con una certa trepidazione queste lezioni: da una parte era un modo per ricollegarsi al passato e capire a che punto del mio percorso ero arrivata. Da un'altra un'occasione favolosa per avere nuovi stimoli, imparare tanto e anche per conoscere nuove persone e incontrare amici che non sempre riesco a vedere (siamo sempre tutti segregati come orsetti nelle nostre tane, c'è poco da fare!).

L'incontro con altri corsisti è una delle mie parti preferite, prende un buon 50% di ogni workshop... non so se sono sempre stata fortunata io o se la nostra è una categoria composta di sole persone meravigliose... ma ogni volta è bellissimo tornare con nuovi amici, dopo aver riso come matti ed essersi scambiati i peggiori aneddoti (qualcuno ancora ride per una certa regina di cui si parlò...).

Questo workshop ha avuto la sua identità, ancora una volta diversa dai precedenti, ancora una volta lasciandomi qualcosa di importante. In questo caso si è trattato principalmente di un flusso di informazioni: Barbara ci parlava, raccontandoci il suo percorso, affrontando alcune cose che sono importanti nel suo modo di lavorare, mostrandoci passo passo quello che è il suo universo e il modo in cui lo costruisce. Noi invece lavoravamo alle nostre tavole e quello che facevamo, almeno nel divenire, non era un esercizio da correggere, ma era un modo per lei per apprendere informazioni su di noi, su chi siamo e su come portiamo il nostro piccolo mondo sul foglio.

Un'altra cosa importante da non sottovalutare è avere l'occasione di confrontarsi con gli altri colleghi: ecco Arianna Rea
che si fa un giretto dopo aver ritirato il suo libro firmato ;)
Il primo giorno di lezione ero talmente tesa che ho ascoltato tanto ma combinato niente in termini pratici. Seriamente, ho aperto il computer e ho pensato: "beh? Che faccio? Come si usa questo coso?". Panico.
Ho dato le basi e messo qualche ombra.

Tornata a casa ero divisa fra la grandissima eccitazione per le cose nuove che già avevamo iniziato a conoscere - e che avevo voglia di sperimentare - e la depressione causata dalla stanchezza e dalla sensazione di essere un pesce fuor d'acqua.

Così mi sono messa a dormire e ho messo la sveglia l'indomani mattina presto (alle ore 6.00) per portare avanti la tavola iniziata e cominciare il secondo esercizio. Dal momento che ero nel turno pomeridiano infatti potevo approfittare delle ore mattutine lavorare prima della nuova lezione.

ALLE 4.00 MI SI SPALANCANO GLI OCCHI.
Inizio a pensare: "potrei sperimentare questo... quello... potrei fare delle prove colore così e cosà...." e intanto l'altra parte di me mi urlava: "Stai zitta Grande Giove, per Diana e compagnia bella! Silenzio ho sonno! Dormi! Dormi ti prego!"

Ma niente da fare. Ci ho messo un'ora a sedare il mio cervello, costringendolo a pensare a cascate e prati in fiore new age, il tutto con scarsissimi risultati.

Ecco alcune delle cose prodotte quella mattina, nel pieno delle mie facoltà mentali o quasi.
Dico scarsissimi perchè io sono una che tocca il materasso e cade in catalessi. Per averci messo un'ora queste idee new age non devono essere state il massimo della pensata. Ma erano le maledette 4 del mattino: mi sento scusata.

Francesca Zambon e Riccardo Pieruccini non possono credere ai loro occhi... che segreti celerà questo scatto?
Il secondo giorno prosegue similmente al primo, ma io finalmente mi riprendo e ingrano una marcia migliore. E la sera si esce fuori a cena insieme! Purtroppo non ho foto della serata, posso solo dirvi che grandi piani sono stati elaborati e che da un domani di difficile collocazione temporale il mondo che conoscete non sarà più lo stesso (e ora una bella risata malvagia con eco).

Pausa pranzo! Tutti al riparo dalla pioggia sotto un'amichevole tettoia
In compenso ho qualche foto del pranzo del giorno dopo, come potete vedere!


Già che ci "troviamo in zona" con le foto ne approfitto per dire che ho amato la zona di Roma dietro la metro Cavour, in via del Boschetto, dove si è svolto il workshop. Per un motivo o per l'altro non mi ero mai spinta in quel punto preciso anche se negli anni ci ho sempre girato attorno... ed è veramente delizioso! Veramente una bella scoperta. E poi adoro i negozianti e le loro idee... come questa:

L'ho notata l'ultimo giorno mentre come al solito correvo per non arrivare tardi all'appuntamento per pranzo. Ma non
potevo non fotografarlo, sarebbe stato un crimine!

Nella foto qui sopra, sulla destra, potete notare come il nostro gentile Fabio si sia prestato per fornirci una valida reference fotografica di esempio sulle controluci derivate dall'ambiente circostante! Che poi si sia prestato a causa dello sfinimento per gli 8.000 scatti fotografici già subiti è una quisquilia di assai poca rilevanza, dunque perchè soffermarvisi.

Insomma, il terzo giorno è arrivato e con esso anche la correzione dei lavori svolti. Il momento che tutti aspettavano con un poco di timore è stato invece veramente interessante.

Infatti tutti abbiamo stili diversi, un diverso approccio alla scelta dei colori e al modo di darli. Sentire per ognuno di noi i commenti di Barbara ci ha aiutato a capire i punti di forza e quelli deboli di scelte che da soli, magari, nemmeno avremmo mai affrontato. E' stato un po' come trovare un easter egg con contenuti aggiuntivi insomma! E lei è stata sempre molto carina, pronta a farsi due risate con noi quando qualcosa non funzionava e rendendo così questo un momento di apprendimento di grande partecipazione senza disagio.

In sintesi? Consigliatissimo!

Ecco uno dei miei lavori, dalla matita di partenza al lavoro finito.

venerdì 9 agosto 2013

Black and white mushrooms


E' il turno di qualche funghetto in bianco e nero... Devo dire che questo esercizio mi sta davvero piacendo, ormai sono al terzo giorno e di nuovo son qui che fremo dall'impazienza nell'attesa della mia "ora dei funghetti".
E si. Lo so. Scritta così suona male.
XD

domenica 9 gennaio 2011

Pagine nel Vento: Mya: Studio del Personaggio

Pagine nel Vento: Mya: Studio del Personaggio:

Su Pagine nel vento Marco ha pubblicato il mio primo studio per il personaggio di Mya, che poi lui userà nel suo romanzo.... sono emozionatissima! Volete vederlo colori? Cliccate sul link qui sopra XD



martedì 11 maggio 2010

Bozza per la copertina


Ciao a tutti!
Purtroppo la presentazione delle bozze per il romanzo di cui vi parlavo non è andata a buon fine, perchè la casa editrice (Castelvecchi) ha già i suoi illustratori con cui lavora abitualmente e quindi... niente di fatto!
Già che ci sono quindi pubblico qui anche la bozza che avevo fatto per la copertina, mi raccomando quando uscirà compratelo (poi vi farò sapere il titolo ufficiale)

giovedì 7 maggio 2009

... Ma se uno volesse proporre un progetto di serie animata?

Sul serio mi sto chiedendo... che iter bisognerebbe percorrere? Mi sono stati dati tanti (utilissimi) consigli su cosa bisogna fare e cosa non per organizzare il proprio progetto ma... poi?

Il punto è questo, pare che qui in Italia si preferisca la produzione di cartoni in paper less (stile fantagenitori per intenderci) perchè più economica in termini di manovalanza (e suppongo anche di tempi).
Serie animate come winx o huntik o angel friends invece godono di una tecnica a metà tra il tradizionale e il paper less (con un tocco di 3D qua e là che pare essere anche più costoso dell'animazione tradizionale).

Ma se uno volesse realizzare una serie con un livello qualitativo simile ad Avatar - The Last Airbender (tanto per citare una serie di successo in tradizionale non proveniente dal Sol Levante) anche in Italia?

Anche le animazioni di Scuola di Vampiri sono piuttosto carine, e sono state realizzate da uno studio d'animazione italiano (CartoonOne), o comunque il progetto fa capo a loro... quindi?

Beh che dire... si accettano suggerimenti!!!

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