domenica 23 febbraio 2014

Come divento illustratore?

Buonsalve.

Oggi sono qui perchè ho ricevuto giorni fa una lettera da una ragazza che vorrebbe diventare illustratrice.
Come già successo in passato ho giudicato che il contenuto della risposta potesse essere d'interesse generale per altri aspiranti quindi mi trovo qui a condividerla con voi.
In breve parlo:
- Di come iniziare se non hai un grosso budget alle spalle da investire in scuole e corsi
- Gavetta
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Ciao ***,




- Di come funziona il mercato

Affronto poi il significato che si cela dietro i due magici termini_

- Visibilità



eccomi qui finalmente! Allora prima di tutto per richiedere il biglietto per la fiera di Bologna devi scrivere (o telefonare) a questi indirizzi che ti riporto:

Bologna Children's Book Fair - Mostra degli Illustratori
Piazza Costituzione, 6 - 40128 Bologna, Italy
Tel. 051 282494 - Fax 051 637401
E-mail: illustratori@bolognafiere.it

Parlando delle tue illustrazioni al momento sono acerbe, si vede che manca una tecnica data dallo studio (che può anche essere individuale, non serve necessariamente una scuola! Tanti bravi illustratori sono autodidatti). Dovresti andare in libreria e segnarti i titoli che ti piacciono, poi iniziare a studiare su internet, partendo da quella base, autori classici e contemporanei. 
Su internet c'è una vera miniera di tutorial, video, corsi di ogni genere (gratuiti e a pagamento)... per chi ha intenzione di approfondire l'argomento è una vera manna!

Poi un'altra valida ragione per guardare prima di tutto in libreria dipende dai soggetti dei tuoi lavori. Sono tutti poco contemporanei e rimandano di più ai personaggi dei libri di quando noi eravamo piccole. Ma l'editoria come ogni mercato si evolve continuamente ed è importante capire quali sono i gusti del pubblico e degli editori di oggi.

Se intendi fare solo disegno (mi avevi chiesto se potevi fare solo disegni da colorare per bambini) puoi provare con il settore dei libri scolastici e con quello delle edicole (che però è un settore molto difficile da intraprendere all'inizio perchè spesso gli editori si avvalgono di agenzie esterne che hanno la loro forza lavoro e non sempre si sa di chi si tratti, cambiano spesso ecc ecc).
Le case editrici di libri per la scuola lavorano in questo modo: o ti affidano l'illustrazione nel suo complesso (dalla bozza al colore quindi) oppure ti fanno lavorare ad una sola delle fasi (bozza + lineart definitiva o solo colorazione). 
I disegni senza colore devono però essere molto puliti e precisi. Sicuramente a Bologna potrai fartene un'idea!

Una volta che avrai visto cosa ti piace puoi:
- Andare in un negozio di belle arti (o puoi cominciare con una semplice cartoleria) con dei ritagli/stampe delle tecniche che vorresti provare e farti aiutare nella scelta dei materiali.
- Sperimentare. Mettere a confronto con gli autori che ami, far vedere il tuo lavoro a più professionisti che puoi. 
Quando sono severi so che vorresti sprofondare o torcergli il collo (a seconda del mood e del carattere... per me di solito è così! XD), ma sappi che lo fanno perchè stanno cercando di aiutarti, più o meno maldestramente. 
Spesso potrebbero dirti solo cosa non va. Meglio ovviamente quando ti dicono cosa funziona E cosa non lo fa. 
Quando senti "che cariiiiiiiiiiiiiino, ummmmh non è malaccio, ooooh, si vede che hai stoffa" con voce incerta probabilmente non hanno cuore di fare i Gordon Ramsey della situazione. Non te la prendere nemmeno in quel caso. 
Raccogli tutto in un bel sacco, le cose belle e le cose brutte e usale a casa per capire in che direzione andare.

Il mercato è vasto, secondo me c'è possibilità di trovare lavoro ad ogni livello, dall'esordiente al professionista. Ma:
1) La concorrenza è altrettanto vasta, quindi bisogna studiare con impegno e lavorare sodo per molte ore al giorno
2) Bisogna essere propositivi, studiare il mercato per cui si vuole lavorare e sapere come difendersi dagli approfittatori.

L'ultimo punto va chiarito. Esiste una quantità enorme di persone che vorrebbero iniziare questo lavoro. 
Per questo, oltre ai tanti editori seri, esiste anche una sotto-fauna di gente che se ne approfitta, che offre gavetta in cambio di visibilità, gavetta in cambio di future collaborazioni.

Quindi vorrei entrare nel merito delle parole che ho usato:

La gavetta: esiste. Ma, a seconda di chi te la offre, può essere seria e darti delle possibilità di miglioramento o può essere una truffa e significare "lavoro gratuito che ti spomperà e che non porterà assolutamente a niente".

La visibilità: Nel mercato dell'immagine ogni giorno vengono prodotte centinaia di pubblicazioni, stampe, cartoline, poster, librini, qualunque cosa di qualunque tipo. 
Una parte di queste cose ha a disposizione una buona distribuzione, dei buoni punti vendita, della buona pubblicità
Una parte di queste cose invece parte già in sordina, con lo scopo di essere venduta in piccoli circuiti, nella speranza di rientrare delle spese e, perchè no, fare anche qualche profitto.

Quindi dividiamo schematicamente cosa accade.

- BUONA DISTRIBUZIONE, PUNTI VENDITA, PUBBLICITA'

Pensa a quante volte sei entrata, che ne so, da una Feltrinelli. Quanti libri si trovano in vetrina? Quali? Quanti libri ti hanno colpito? Quali vengono messi in mostra di solito? Quali sono messi di costa (ergo nessuno li noterà mai o quasi)?
E' una cosa da capire, per valutare che fine farà il tuo lavoro una volta messo in vendita. Per capire se ha più senso insistere sulla giusta retribuzione di royalties o se è meglio puntare ad un forfettario dignitoso per il progetto, per le ore che ci spenderai, per tutta la baracca insomma. Il forfettario (che tecnicamente dovrebbe essere un anticipo sul pagamento dei diritti d'autore ma in tanti casi è l'unico pagamento che riceverai) lo avrai in entrambi i casi, ma è giusto che tu sappia come ti conviene regolarti.

Fatti tutti questi conti ricordati che siamo in zona: "prodotti spinti bene"
Quanti libri di quelli con grossi nomi alle spalle in libreria nemmeno si notano o quasi? Facci attenzione.

Quindi, tornando al discorso visibilità: la vera visibilità, quella che ti fa conoscere al Grande Pubblico ce l'hanno ben pochi prodotti. E gli editori, imprenditori, clienti che te la possono offrire hanno anche i soldi per pagare te, come li hanno per i pubblicitari, i distributori, i tipografi e quant'altro.

Andiamo invece al settore

- PICCOLI CIRCUITI, EDITORE EMERGENTE, PICCOLO IMPRENDITORE, IDEA GENIALE SENZA MEZZI

Qui abbiamo la possibilità di trovarci di fronte a 3 tipi di committenti:

- Quello con una buona idea, pochi soldi ma onesti, e che svolge tanto lavoro per promuovere le sue attività, seppur in un piccolo ambito. Una persona così potrebbe o accontentarsi di rimanere sempre in un circuito più piccino, ma che in qualche modo si rivela una fonte continua di lavoro oppure addirittura crescere.
In ogni caso parliamo di poche librerie, spesso decentrate o isolati punti vendita più frequentati. A tutto questo aggiungiamo che nelle grandi librerie di prima Distribuzione e Librai decidono quali titoli mettere in evidenza. E, a meno che non si stia parlando del "titolo rivelazione della stagione" è praticamente meno che scarsa la possibilità che un titolo di un piccolo imprenditore finisca in bella vista. Probabilmente il libro verrà portato in giro nelle fiere del libro, visto da appassionati del settore. Ma ancora stiamo parlando di un mercato piccolo e di una concorrenza di migliaia di titoli in poco spazio. 

Concludendo: possibilità di un buon lavoro ma visibilità 0

- Poi c'è chi ha una buona idea ma non ha nessuna idea di come funziona il mercato, di come si deve muovere. Quello un po' sognatore, che ha un progetto, magari anche un budget dignitoso da offrirti, ma che non sa come muoversi e che pensa che, una volta fatto un buon prodotto, qualcosa di buono accadrà. Neanche mi dilungo. Qualcosa di buono può sempre accadere, ma il lavoro in quel caso deve essere favoloso ed è comunque raro che accada. Ribadisco: migliaia e migliaia di titoli. Visibilità: 0

- Infine abbiamo chi cerca di avviare un'attività MA NON HA UN BUDGET. Ti dice "lavora con me gratis ora. Io lavorerò duro, diventerò grande e in futuro ti pagherò. Magari ti offro delle percentuali sulle vendite (ossia i famosi diritti d'autore)".
Ecco, non ho mai sentito o quasi di un simile binomio che sia andato a buon fine. 
Le cose di solito si concludono in questi modi:
A) L'imprenditore non aveva sufficienti capacità, l'azienda non solo non cresce ma naufraga proprio. In quel caso non solo non percepirai mai le tue royalties ma nemmeno avrai un secondo lavoro. 
B) L'imprenditore tiene a galla la baracca. Ma tenere a galla la baracca non vuol dire fare grossi guadagni, significa sopravvivere. E significa molto lavoro duro. E significa anche incattivirsi un po' a causa dello stress. Anche qui è probabile (quasi sicuro e più avanti ti spiegherò il perchè) che tu non percepisca mai un centesimo di diritto d'autore quindi, ancora una volta, molto meglio il forfettario.
C) L'imprenditore ha successo! Evviva! E invece no. Perchè, a meno che tu non abbia fatto un primo libro (o comunque una serie di titoli) che "spacca" i controcosi, abbandonerà i vecchi esordienti perchè ora può permettersi di pagare dei professionisti. E un conto è l'affetto un conto sono gli affari. Per inciso, se ti tiene ti pagherà meno di quanto pagherebbe un professionista. Non necessariamente per cattiveria. Magari la tua e la sua inesperienza vi porteranno a concordare un compenso inadeguato e poi resterà quello.

In questi tre casi comunque: visibilità 0

Poi ci sono i truffatori, gli editori che pubblicano solo se tu paghi una parte del progetto e su quello: dobbiamo proprio parlarne? Non ha senso.

Ovviamente sta anche alla tua sensibilità capire chi può portarti dove. Tante volte ci sono singoli che riescono a lavorare con un grosso nome e a portare il tuo progetto in circuiti molto buoni. Ma la visibilità sta sempre dove ci sono i soldi e, dove ci sono i soldi, non c'è bisogno di lavorare gratis.

Spero di essere stata esaustiva.
Sembra spaventoso, ma solo perchè è tutto molto condensato. E' meglio leggersi quella paginetta di "cose da cui guardarsi" che farsi dare una pacca sulla spalla e andare allo sbaraglio! Almeno io la penso così.

Postilla: le royalties in Italia hanno senso solo se te le offre un grosso nome con una grossa distribuzione.
I più piccoli spesso non arrivano a stampare 500 copie, quelli più alti forse arrivano a 1000, quelli alla base un centinaio scarso. 
Ora, metti che tu hai il 5% di un prezzo di copertina che è 12€
In pratica prendi 0,6 centesimi a copia.
Per 100 copie? 60 euro?
Per mille, nel migliore dei casi... 600? E' comunque meno di un forfettario dignitoso. Lassà sta (a meno che, ovviamente, non sia FORFETTARIO + ROYALTIES allora anche si. Ma sappi che ottenerle spesso è una battaglia titanica, dovrebbero essere in ogni caso versate una volta l'anno per tutta la durata del contratto).

Io ti auguro buon lavoro e buona avventura!

2 commenti:

Laura Cortinovis ha detto...

Cavolo! Ho letto il tuo post tre volte per non perdermi nessuna informazione! Non so bene dove inserirmi tra le varie opzioni che hai indicato, però ti ringrazio per aver dedicato tempo a questo argomento!
Grazie!

Elisa Moriconi ha detto...

Laura, sono dell'idea che condividere le nostre esperienze sia fondamentale per far crescere bene questo settore che amiamo!
Sono contenta di esserti stata utile :)

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