giovedì 15 dicembre 2011

I'm working on...


mercoledì 14 dicembre 2011

Salon du Livre de Montreuil (Paris)

Locandina 2011
Quest'anno ho visitato per la prima volta il salone del libro di Montreuil.

E ho visitato per la prima volta Parigi.

E ho mangiato il mio primo macaron (ma questa è un'altra storia!)

Insomma, sono partita con un forte bagaglio di emozioni, ansia, aspettative!

Negli ultimi mesi mi sono preparata a questo evento con tutte le mie forze, ho lavorato a progetti libro, ho studiato francese (con risultati ancora discutibili per il momento, ma almeno sono riuscita a comunicare!), ho rifatto da 0 il book una certa quantità di volte, ho studiato le case editrici francesi e compilato elenchi di editori per capire chi mi interessava e riuscire a fare dei colloqui in cui andare, non dico a colpo sicuro ma almeno non incontro alle classiche figure del "ma tu sai che cosa facciamo noi?".
No no no. Sono arrivata lì con l'occhiaia che gridava vendetta e i tic nervosi alla palpebra, ma senza rimorso alcuno.


BREVE RECAP DEGLI ULTIMI GIORNI PRIMA DELLA FIERA:

- Finire i progetti libro (o almeno portarli avanti il più possibile)
- Selezionare le illustrazioni per il portfolio, impaginarlo, stamparlo, confezionarlo
- Procurarsi il materiale promozionale: cartoline, biglietti da visita, mini-progetti da lasciare in visione, ecc
- Compilare liste degli editori presenti in fiera. Visitare i loro siti e vedere quali erano papabili. Scrivere per ognuno che cosa mandare e depennare quelli che invece non sembravano adatti
- Mandare mail agli editori per chiedere appuntamenti
- Chiedere appuntamenti tramite il sito della fiera
- Controllare la decenza del mio sito web prima di partire, lasciare l'indirizzo e poi mangiarmi le mani
- Fare la valigia (non sottovalutatela MAI. Io lo faccio e ogni volta sono dolori)

L'entusiastico momento della partenza

IL VIAGGIO

Aeroporto di Fiumicino
Il viaggio è stato un po' stancante, soprattutto perchè io e la mia amica Chiara saremmo atterrate in differenti aeroporti (io ad Orly e lei a Charles de Gaulle) e di conseguenza ognuna avrebbe dovuto fare un diverso percorso per arrivare in albergo. Da sole e senza la più vaga idea del funzionamento dei mezzi pubblici. 

E così sono arrivata in aeroporto a Fiumicino circa 4 ore prima della partenza del mio aereo... alla faccia della prudenza.
Il volo con la Vueling è stato da una parte piacevole - i sedili sono molto comodi e le cinture di sicurezza possono contenere due persone, quindi nessun problema anche per le sofficiopersone come la sottoscritta -  e da una parte disagevole, poichè i sedili sono vicinissimi gli uni agli altri e, se si hanno le gambe un poco lunghe, ci si ritrova con le ginocchia spiaccicate contro il sedile di fronte. Ad un tratto una signora ha tirato il suo sedile all'indietro e ho sentito un sospetto CRACK provenire dalla mia gamba, seguito da una qual certa sensazione di dolore. Disagevole. Fortunatamente all'andata l'aereo era quasi vuoto, così ho potuto scegliermi un bel sedile isolato.

Appena scesa la scommessa è stata trovare la navetta che dall'aeroporto mi avrebbe condotta al treno. Su internet le cartine la fanno sempre facile, ma la realtà è che l'aeroporto è un luogo insidioso pieno di gente infida, che vuole convincerti a pagare 30 euro di pullman (che mi avrebbe portato direttamente sotto l'albergo, questo glielo riconosco) invece di fornirti le info per ciò che vuoi tu. Ovviamente i taxi erano fuori questione (corse per la città a partire da 50 euro), quindi io avevo già deciso per i mezzi pubblici. Andare a piedi era l'alternativa, ma non avevo abbastanza ore a disposizione.
Vagone della RER C
Dopo un'enorme fatica e dopo aver importunato TUTTI i presenti all'aeroporto sono riuscita a raggiungere il mio treno con soddisfazione. 

Sulla banchina ho conosciuto una simpatica signora che, il caso ha voluto, scendeva alla mia stessa fermata. Solo grazie a lei sono subito riuscita ad orientarmi col sistema di treni e metro: grazie signora, non sa quanto le sono debitrice!!!!

Insomma, dopo un pezzo in treno, uno in metro e uno a piedi (lungo una strada che sembrava urlare: "Mangia! Mangia! Mangia!!!!"), raggiungo la piazza dove doveva trovarsi il nostro albergo.
E' stato complesso comprendere dove fosse l'entrata (tanto che stavo per arrendermi ad un game over e per telefonare a Chiara implorandola di scendere a salvarmi), ma alla fine il caro vecchio sistema del "percorri tutte le strade che ti sembra corrispondano alla cartina, prima o poi quella giusta la imbrocchi" ha dato i suoi frutti.

Spendiamo due parole sull'albergo... uno spettrale antro dei fantasmi, con un sospetto ascensore che dichiarava di essere per due persone, ma non continuava con la doverosa scritta "a patto però che lasciate le vostre valige fuori di qui". Ma tatticamente posto sopra un'entrata della linea M9 (quella che porta davanti la fiera), e così tutto è passato in secondo piano :)

LA FIERA

La fiera vista dall'uscita della Metro (linea M-9, fermata Robespierre)
Il tema della fiera quest'anno era "Il circo"... sinceramente non l'ho sentito tantissimo. Sarà forse che ero presa da altri pensieri ed emozioni, questo non lo so. Tutto era organizzato nel piano interrato, modellato a forma di tendone, con i muri in cerchi concentrici che simulavano il palco centrale con la platea (con tanto di gradinate per gli spettatori) e che creavano un corridoio circolare che permetteva di visitare le mostre e le installazioni presenti, nonchè di raggiungere il bar, lo spazio incontri con i D.A. e le toilette: provate a immaginare il caos.
Le mostre degli illustratori erano molto gradevoli anche se, a causa del mio Parkinson aggravato che si manifesta solo quando tento di fare foto, non riuscirò a presentarvele bene come avrei desiderato. C'erano anche una bella giostra meccanica di Benoît Jacques

Gli illustratori esposti erano (manca Georges Lemoine, di cui purtroppo ho scordato di scattare le foto ma le cui illustrazioni fanno parte del libro che potete comunque ammirare qui):

Sara

Frédéric Clement

Gérard lo Monaco
Raccolta di opere dalla collezione di Pascal Jacob


In fila per entrare alla fiera
GLI INCONTRI UFFICIALI CON I DIRETTORI ARTISTICI:

Cosa sono: un mesetto prima (in realtà una ventina di giorni) dell'inizio della fiera, il sito web del Salone del libro di Montreuil mette a disposizione degli illustratori un form da compilare per richiedere dei colloqui ufficiali nello spazio degli incontri con i direttori artistici di diverse case editrici.
Sul sito viene pubblicato un pdf con l'elenco di chi sarà presente, per quale editore lavora e cosa cerca.
Sta all'illustratore prendere le dovute informazioni e richiedere i colloqui che vuole fare.

Colloqui che, attenzione, sono limitati.
Quest'anno ce n'erano 6 in tutto da richiedere e ne sono poi stati assegnati 3 a testa. Inoltre i nomi nel form vanno indicati in ordine di preferenza, ma non vengono dati necessariamente i primi tre segnalati. Ad esempio a me hanno assegnato i numeri 1, 3 e 6 dalla lista che avevo fornito.

Nessun portfolio può essere presentato durante la richiesta. Questo vuol dire che, se non avete attentamente vagliato le vostre scelte potreste avere un incontro con la persona sbagliata, e questo vuol dire tanto quando si hanno poche chances di ottenere colloqui di lavoro.

Dove si trovano: la fiera occupa 3 piani. Il piano terra e il primo piano sono dedicate agli stand delle case editrici. Il piano interrato è dedicato alle attività, alle mostre, agli incontri coi direttori artistici e al bar (santo jogurt!).

Cosa fare: una volta identificato il luogo dell'incontro scoprirete la magia di trovarsi in un carnaio. Un corridoio circolare piuttosto stretto sta di fronte alla porta della sala dei colloqui. Tutto intorno le mostre, la sala centrale delle attività e una quantità impressionante di bimbi urlanti e maestre affaticate. E di illustratori. Tanti illustratori. Tutti riuniti lì - o quasi - con cartelline e occhio da triglia rassegnata a diventare un bastoncino panato.
Appena arrivate dovete placcare i responsabili dell'appello e dirgli "salve! sono qui, mi chiamo Morilisa e ho l'incontro con Tizia alle ore Pin Co : Pal Lo. Altrimenti vi troverete come me (ed altre decine di poveri sventurati) ad attendere 3 ore (+ l'ora di anticipo con cui siete arrivati perchè in ansia da primo colloquio) per poi chiedere e sentirvi dire: "Ti abbiamo saltato, tu non ti sei presentata!". In quel momento devono aver visto la mia faccia sull'orlo del "Chiamatemi un'ambulanza svelti!", si sono impietositi e mi hanno chiamato al turno successivo. Tra l'altro, come ho detto, non è successo solo a me, quindi dovevano essere preparati all'evenienza.
Perchè non è successo solo a me?
Perchè questa regola non è scritta da nessuna parte. Non è scritta sul sito. Non è scritta sul form. Non è scritta sulle mail di conferma. E non c'è nemmeno un cartellino fuori dalla porta. Il nulla.
Semplicemente LO DEVI SAPERE.
.... Ma non sempre. Il giorno dopo la regola è stata abolita, e la mia amica che si è andata a presentare è stata cacciata in modo secco "Non serve, aspetta che ti chiamiamo".
E se siete perplessi ora, pensate a quanto lo eravamo noi quando lunedì la regola è stata magicamente ripristinata.
Ah, e il vostro nome verrà pronunciato alla francese, quindi orecchie aperte e scattanti... che tradotto in "orecchie aperte e scattanti per due/tre ore di fila" si traduce in un carico di stress invidiabile (da chi di grazia?).

Illustratori in attesa di essere chiamati
per i colloqui con i D.A.
Il colloquio: ok, superato questo martirio, finalmente siete dinanzi al direttore artistico / alla direttrice artistica dei vostri sogni. Se avete rispettato con dedizione i punti di cui sopra il colloquio sarà piacevole e costruttivo. Se andrà bene lo capirete, sarete incoraggiati, consigliati, vi verranno richieste cose, si parlerà di cosa potreste fare di come potreste ulteriormente venire incontro alla casa editrice, eventualmente vi verrà fornito del materiale da studiare per lavorare con loro. Se andrà meno bene sarete comunque trattati in modo molto professionale e con educazione, vi verranno dati consigli su come migliorare o, nel caso si tratti semplicemente di un problema di scelte stilistiche che non collimano (può capitare), vi verranno nel caso indicati colleghi di altre case editrici a cui rivolgervi per un risultato migliore. Un ambiente sereno, adulto e professionale. L'ho adorato. Giungere fino all'interno della stanza richiede una notevole tempra, ma ne vale la pena.

Bonus: talvolta alcuni illustratori non si presentano ai loro colloqui (pazzi!!!) e così rimangono dei buchi in cui inserirsi, se chiederete con gentilezza ai responsabili dell'appello e se siete preparati ad aspettare ore anche per nessun risultato in alcuni casi. Chi l'ha dura la vince!

Sfortuna vuole... che alle volte alcune case editrici diano la disdetta e non tengano gli incontri fissati tramite il sito. Non ci si può fare niente e non vengono dati colloqui in sostituzione di quello (o quelli!!!) persi. Io sono stata fortunata, uno degli editori che ha dato picche era nella mia lista, ma me ne sono stati assegnati altri!
Alcuni hanno rimeditato invitando gli illustratori a passare in un secondo momento allo stand altri, semplicemente, sono spariti nel nulla

Al termine del primo giorno di fiera
le nostre condizioni erano già tragicomiche.
Una piccola critica costruttiva: lo spazio non era tantissimo ma non sarebbe stato impossibile pensare ad una stanzetta tipo sala d'attesa in cui "stipare" gli illustratori in attesa dei colloqui; sarebbe più semplice per i responsabili che non dovrebbero correre di qua e di là come disperati, sgolandosi nel tentativo di raggiungere il candidato per il colloquio. Sarebbe più facile per noi illustratori, che non solo non dovremmo morire in preda al panico di non sentire il nostro nome, e di conseguenza trovarsi a perdere il proprio turno, ma eviteremmo di essere calpestati e spintonati tutto il giorno dai visitatori della fiera, i numerosi, numerosissimi visitatori, piccoli e grandi, distratti o attenti.

GLI INCONTRI AGLI STAND: 

Li potrete ottenere in due modi

- Tramite email: se vi rispondono e se avete allegato qualche esempio dei vostri lavori o il vostro sito web da visionare, dovrebbe trattarsi di incontri proficui.

- Chiedendo agli stand se potete parlare col direttore artistico o con un responsabile: non sempre sarà possibile, ma spesso troverete persone gentili che visioneranno a sorpresa il vostro portfolio e i vostri progetti libro. L'esito è incerto e sarà facile avere di fronte a sé persone che, pur gentili, rassomigliano a pallidi fantasmi esausti dalla fatica della fiera... lì molto è in mano alla sorte!

COSA E' SERVITO:

- Le mie accurate liste degli editori: fondamentali soprattutto nella scelta dei colloqui da richiedere tramite il sito. Il motivo è che a differenza delle mail dove puoi allegare il tuo portfolio in pdf, tramite il sito gli incontri sono decisi alla cieca. Quindi non sai quanti dei nomi che hai chiesto ti verranno affidati e non sai quali saranno. E loro non sanno niente di te. Così, se poi arrivi lì e non c'entri niente con le loro collane, il colloquio dura pochissimo e non è soddisfacente per nessuno.

- Biglietti da visita FTW

COSA NON E' SERVITO:

- Le cartoline, che a Bologna fanno subito il tutto esaurito (tra bacheca e colloqui), qui vengono viste con perplessità. Idem per i segnalibri. Si vede che qui a Montreuil non sono abituati a ricevere il merchandise degli illustratori XD

PICCOLE CURIOSITA':

Parlando con un'illustratrice francese (e quindi sa il Cielo cosa ho capito, spero di riportare informazioni corrette) ho saputo che, in occasione della fiera del libro, il comune di Parigi da a tutti i bambini delle scolaresche che aderiscono (o ad una parte... questo non lo so / non sono sicura) un buono da 10 euro da spendere per l'acquisto di un libro. Inoltre hanno dei questionari da compilare e consegnare credo alle maestre, dove scrivono qual'è la loro copertina preferita, l'autore l'illustratore... cose così. Ovviamente queste sono tutte informazioni vaghe che devo approfondire ed appurare se corrispondono o meno a verità. Vi farò sapere. In ogni caso c'è molto interesse da parte dei bambini nei confronti della lettura e da parte delle istituzioni per il mantenere in vivo ed alimentare questo interesse: una cosa magnifica.

I GIORNI SI, I GIORNI NO, I GIORNI FORSE:

Rende l'idea di com'è la fiera da mercoledì a venerdì?
Mercoledì, giovedì, venerdì: incontri con i direttori artistici e presenza di scolaresche: preparatevi ad arrivare con una t-shirt sotto la giacca perchè, se fuori farà un certo pungente freddino, all'interno rischierete di morire soffocati.

Sabato e domenica: i direttori artistici si guardano bene dal presenziare e anche voi, per il vostro bene, dovreste fare altrettanto. E' il giorno in cui TUTTA PARIGI E TUTTE LE FAMIGLIE visitano la fiera, fanno compere, regali e via dicendo.... fuggite finchè siete in tempo

Lunedì: le scuole se ne stanno a scuola e i direttori artistici sono lì, tutti per voi. Sono stanchi morti poveretti, quindi un po' di tatto e di comprensione, ma la fiera è decisamente più godibile.

Uno dei libri che ho comprato e fatto autografare <3
Tutti i giorni: incontri con gli autori dei libri, pronti a dedicarvi con frasi simpatiche e bellissimi disegni le prime pagine dei vostri acquisti. In fiera ci sono alcuni banchi con l'elenco in ordine alfabetico degli autori che saranno presenti, con indicato l'orario e lo stand. Io ho incontrato Cathy Delanssay e sono felicissima! Mi sono fatta autografare i miei libri e quelli di Chiara che in quel momento era giù ad un incontro con i DA.... è una persona deliziosa e simpaticissima, sono stata troppo felice! 








ALTRI ARTICOLI INTERESSANTI SU QUESTA EDIZIONE DEL SALONE:

- Blog - "La scatola del té":  Editoria e Business - Saloni e dintorni
- Blog - "Le figure dei libri": Cartolina dal Salone di Montreuil 2011

P.S: Mi rendo conto che non ho parlato di tante cose meravigliose. La mia prima visita per Parigi, i mercatini di Natale, le persone MERAVIGLIOSE che sono riuscita ad incontrare in fiera (e gli incontri che purtroppo ho mancato ç__ç) e mille altri aneddoti... magari prima di Natale farò un altro post, dai toni un po' più personali, dove vi racconterò anche di tutte queste cose! <3


martedì 13 dicembre 2011

Visibilità per illustratori e fumettisti

Questo post mi è stato ispirato da una discussione fra illustratori nata da un bando di concorso truffaldino - che potete trovare qui: http://www.facebook.com/photo.php?fbid=2047974979494&set=o.107988662652234&type=1&ref=notif&notif_t=photo_reply&theater

Per chi non avesse Facebook riassumo in due righe: piccola casa editrice promuove concorso per avere delle illustrazioni gratis da usare per un libro che poi pubblicherà.

No, cosa dico gratis! A pagamento! Si, perchè l'iscrizione al suddetto concorso costa 10 euro. E, ovviamente l'autore non percepisce una lira, ma avrà il nome nei credits.... ah che fortuna!
Posto che per stessa ammissione dell'editore questo libretto verrà stampato in poche copie e che i finalisti del concorso dovranno pagare se vogliono anche solo partecipare alla prima presentazione del volume... traete da voi le vostre conclusioni.

Ora, è vero che tanti di noi, specie nei primi passi in questo mestiere, sentono il richiamo irresistibile - e a pelle anche logico - della parola visibilità. Questo perchè la parola in sé sembra carica di senso compiuto.
L'idea che si annida subdola e seducente in tutti è più o meno la seguente: un autore, per vendere bene, dev'essere conosciuto dal suo pubblico. Se non raggiunge le persone, se non viene apprezzato, sarà difficile essere chiamato da editori che lavorano solo con gente famosa. Se invece è famoso presso i lettori allora sarà più facile presentare progetti che gli stanno a cuore, vendere tante copie. 2+2=4

Cosa non funziona allora in questa storia? Ecco i 10 punti chiave - secondo me - della visibilità, quale modo elegante per regalare cetrioli agli autori:

1 - Un libro stampato in 50, o 100 copie non da nessuna visibilità. Anche perchè molto spesso un buon numero di queste già esigue copie non viene venduto e finisce o al macero o ad ammuffire nel magazzino di chissà chi. Fareste prima a proporlo come bomboniera per un matrimonio privato, almeno avreste la certezza che tutte le copie del libro verranno distribuite! .... Hey, questa è un'idea! Quasi quasi... XD

2 - Un libro stampato in anche molte più copie non avrà in ogni caso visibilità alcuna se l'editore non ha un buon contratto con un buon distributore. Senza un buon distributore il libro non arriverà in librerie grandi e nemmeno nei piccoli centri, a meno che non venga espressamente richiesto. E ho parlato con librai che hanno provato a richiedere delle copie di libri di piccoli editori (anche gente onestissima, qui si parla di difficoltà "all'italiana") senza riuscirci a causa di strani vincoli o accordi o difficoltà di misteriosa natura.

3 - Anche se il libro riuscisse ad arrivare in buone librerie bisogna vedere che posto gli verrà assegnato nelle scaffalature. Se la copertina sarà esibita o se si vedrà solo la costina. Quante copie potrà ordinare una libreria.
Ovvio che, se stampi 100 copie, quante librerie potrai poi raggiungere? Quante copie potrà mai ordinare ciascun libraio?

4 - Un editore che stampa il tuo libro ma non ha intenzione, per dire, di portarlo con sè alle fiere, di farlo girare.... che visibilità potrà mai dare al titolo?

5 - Un editore che stampa il tuo libro e non organizza presentazioni di questo, nemmeno per il suo lancio, che visibilità e che ritorno potrà conferirgli?

Ora, una piccola nota: mi è capitato numerose volte di parlare con piccoli editori che si lamentavano che gli autori e gli illustratori sono colpevoli di non promuovere il loro libro, e quindi se le vendite vanno male la colpa è loro. In sostanza vorrebbero che: a) gli autori si comprassero le loro copie (scontate, eh! Ma non dovrebbe essere percepita come una gentilezza ma come un diritto.) b) si organizzassero per presentare il libro, ovviamente tutto a spese loro c) possibilmente applicassero il punto b in diverse zone di Italia d) e magari in fiera si fermassero anche a dare una mano, gratis ovviamente, nella vendita dei libri.

Non scherzo, sono tutte cose che mi sono state dette con grande serietà.

Ora, è ovvio che un autore tenga al suo libro. E' scontato che cerchi di organizzare dei piccoli eventi, lì dove può, per promuoverlo. Ma è un privato e non ha il budget di un'azienda.
Io sono appena tornata dalla fiera di Montreuil (della quale scriverò a breve) e ho visto autori agli stand per firmare dediche ai loro acquirenti, poster dei libri stampati e regalati a chi comprava una copia.... cartelloni, eventi... ecc. Da noi solo proporre l'idea è risibile. Qualche editore lo fa, e fa del suo meglio, e per questo va lodato. La crisi c'è, le difficoltà anche, ma se hai un'azienda devi essere tu a farla andare avanti con le tue forze e le tue strategie di marketing. Non puoi contare su quanto bene riesci a truffare i tuoi dipendenti prima che si sparga la voce e quanto puoi risparmiare nel confezionare i tuoi prodotti.
Anche perchè un libro schifoso non se lo compra nessuno. Tu vai a picco e i tuoi collaboratori con te.

6 - Ricordiamoci che mettendo una vostra immagine su internet, con un minimo di accortezza, potete raggiungere ben più di 100 persone, altro che 100 copie stampate e buttate in un magazzino polveroso.

7 - Alcuni editori ti chiedono se hai pubblicato già prima (quindi parliamo di visibilità nell'ambito lavorativo). Vero, serve a capire se hai idea di come funzioni il mondo del lavoro, di come ti muovi e di che tempi ti servono (se si tratta di editori onesti e professionali). In questo caso però devi aver lavorato in modo serio; se hai fatto il  tuo libro senza ricevere un pagamento, senza supervisione ed è stato stampato su carta igienica, con copertina improbabile e grafica del terrore (fatta dal nipote di 14 anni "che è bravissimo" della sorella dell'editore) allora tanto vale nasconderlo in casa accuratamente, in modo che nessuno lo trovi mai.
Oppure serve a capire se e come ti possono fregare sul prezzo (nel caso del magico editore truffaldino). Uno che non ha mai pubblicato - e che quindi non ne sa nulla su come funziona l'ambiente - equivale a El Dorado.
A questo proposito... chiedete a colleghi! Non vergognatevi a parlare di cifre! Se non conoscete nessun professionista chiedete a illustratori/autori/fumettisti/categoria random a vostra scelta che stimate! Sono quasi tutti molto disponibili e gentili. Se vi capita lo scostumato che vi ringhia fatti suoi, non vostri, chiedete a un altro. Leggete su internet, ci sono fior di blog e di siti ormai che danno info su questo lavoro!

8 - Se ti chiedono soldi per pubblicare fatti subito due conti. E' probabile che te ne chiedano di più di quelli che gli servono per stampare le 50 copie che hanno in mente. Così loro guadagnano senza vendere nemmeno una sola copia. Se la vendono (perchè tu convinci amici e parenti a prenderne, o magari perchè te le compri da solo per presentare il tuo libro) tanto meglio per loro. Se chiedono pochi soldi, ma tramite un contest (come nel caso che è stato d'ispirazione a questo post), il brodo è sempre lo stesso. Con tot partecipanti paganti hai i soldi per stampare il volume! Evviva!

9 - Calcherei sul concetto della qualità di questa fantomatica visibilità (riprendendo il punto 7 quindi). Siete stati pagati, magari poco, e avete fatto il vostro libro. Avete in mano la vostra copia e pensate "che lavoro schifoso". Può capitare. E pensate che voi l'avete avuta gratis (forse...). La comprereste se foste in libreria o in fiera (e non foste voi l'autore?)? La esporreste in vetrina se foste un libraio? Mah. E cosa pensereste di chi ci ha lavorato sopra? Probabilmente nemmeno arrivereste all'espressione "branco di dilettanti", perchè vi fermereste ad un "oh mamma mia". Una pessima grafica e un pessimo confezionamento possono rendere pessimo un libro discreto. Purtroppo.

10 - Infine: se proprio volete essere visibili ma non avete il budget (per ora... ma non sarà sempre così, coraggio!) per auto-produrvi (che a questo punto può convenire rispetto a certe proposte dell'altro mondo, specie se fate le cose con un minimo di oculatezza. Almeno potete controllare il vostro prodotto e quante copie stamparne e dove lo venderete e come ecc. ecc.), usate internet! Usatelo! Social network, blog, siti vari.... ci sono dei miei amici che stanno organizzando delle mostre virtuali su 2nd life in questi giorni, tanto per dare un'idea delle quasi illimitate possibilità lasciate alla vostra fantasia.


Ci sono mille idee per essere visibili al pubblico tutte perfettamente GRATIS e ASSAI MEGLIO FUNZIONANTI.
Quindi il verdetto (almeno dal mio punto di vista) è: scappate dalle promesse (farlocche) di visibilità al posto del compenso, spernacchiate le promesse di visibilità in cui dovete contribuire pagando di tasca vostra. Chi davvero può portare in giro e promuovere voi e il vostro libro vi può anche pagare perchè è un professionista che sa fare il suo lavoro e che ha sotto controllo il suo business plan. Altrimenti o è un ingenuo (ma non si mettono su le attività con la buona fede, si cola tutti a picco... un minimo di buon senso e di organizzazione!) oppure è un truffatore/sfruttatore.

Ci ritroviamo presto per leggere della fiera di Montreuil! <3

mercoledì 7 dicembre 2011

Mostra - Free Day EXPO


Se siete di Roma e dintorni venitemi a trovare questo venerdì!!! Espongo al DodiciPose insieme ad altri artisti!



Roma, 07/12/2011 (informazione.it - comunicati stampa) Venerdì 9 Dicembre, con inizio alle ore 22:00, presso il locale Dodici Pose di Roma (Via Casilina 117), si terrà la mostra “Draw in fantasy”, in cui tre giovani illustratori e due fumettisti esporranno alcuni dei loro lavori.

L’esposizione si inserisce nell’intenso quadro di eventi che il Dodici Pose propone nell’ambito della serata “Freeday”, appuntamento settimanale del venerdì con artisti sempre nuovi e più o meno inediti, con l’intento di promuoverne ulteriormente il lavoro attraverso un contesto che è anch’esso giovane, fresco, dinamico, qual è appunto quello del locale.
I lavori in mostra offrono una panoramica efficace dei differenti percorsi creativi dei vari artisti (Diana Del Grande, Valerio Magistro, Elisa Moriconi, Giulio Pompei, Manuela Santoni), chi attivo principalmente come fumettista, chi come illustratore per bambini. L’evento consente di conoscerne e apprezzarne le differenti tecniche, le sensibilità, e in definitiva gli approcci a un linguaggio, quello del disegno, in cui, forse più che in altri, cadono le pretestuose barriere tra cultura alta e cultura popolare.

Gli artisti:

Diana Del Grande nasce a Roma il 2 febbraio del 1987. Sviluppata sin da piccola la passione per il disegno e il colore decide di puntare su una carriera artistica. Nell'anno 2007 consegue il diploma in operatore della grafica pubblicitaria, per poi iscriversi all'accademia internazionale di arti figurative Comics, dove ad oggi frequenta l'ultimo anno del corso di illustrazione. Trovatasi a suo agio in diversi stili pittorici come l'acquerello e l'acrilico, nonché la grafite e le matite colorate, decide che la sua strada nella vita è la favolistica in tutti i suoi campi e per tutte le età.


Valerio Magistro nasce a Roma nel 1987. Si rende conto fin da piccolo che ama costruire con le mani qualunque cosa partendo da qualsiasi materiale. La vita e gli studi lo hanno portato ad un percorso diverso da quello artistico, facendolo arrivare a laurearsi in medicina nel 2011. Ha iniziato a dipingere, durante gli anni universitari, da autodidatta, senza nessuna base tecnica. Quando ha scoperto il mondo dei DIY Toys ha trovato la forma d’arte perfetta per conciliare creazione, pittura, scultura. I suoi quadri e i suoi Toys hanno partecipato a diverse esposizioni e contest.


Elisa Moriconi nasce a Roma dove, dopo il liceo classico, intraprende gli studi presso l'Accademia dell'illustrazione e della Comunicazione Visiva diretta da Giancarlo Montelli. Si specializza in illustrazione per l'infanzia e dal 2007 collabora con diverse case editrici realizzando e lavorando a libri, magazine, fumetti e giochi per bambini.


Manuela Santoni, disegnatrice, ha sempre nutrito una profonda passione per l'arte del disegno. Fin da piccola dimostra una propensione verso ogni forma artistica imbrattando con i gessetti i muri di casa. Attualmente studia Storia dell'Arte Contemporanea alla Sapienza ed ha appena terminato gli studi alla Scuola Romana dei Fumetti, seguendo i corsi di Manga, Teoria e tecnica del fumetto, Colorazione digitale, Sceneggiatura e Nudo e Illustrazione.


Giulio Pompei inizia a lavorare come illustratore nel 2007. Il suo stile è caratterizzato dalla capacità di adattarsi a forti variazioni stilistiche ed i suoi lavori sono apparsi su riviste, libri, poster, giornali, nonché in diverse esposizioni. I terreni principali in cui si sviluppa la sua ricerca stilistica sono la divulgazione scientifica, l’illustrazione pubblicitaria e il racconto a fumetti, per cui predilige la carta e le tecniche tradizionali, in cui linee pure e semplici costruiscono il disegno.

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