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mercoledì 9 agosto 2017

INSIDE ILLUSTRATION 360. Intervista a Davide De Cubellis, direttore del Master.



In questi ultimi mesi non ho avuto molta occasione di parlare di illustrazione se non relativamente ad esperienze personali.
Ma quest'anno sta nascendo un nuovo corso di illustrazione sperimentale molto interessante, ILLUSTRATION 360.

Davide De Cubellis
Direttore del Master e Docente
Organizzato dalla stessa IDEA Academy in cui ho studiato anche io con soddisfazione lo scorso anno e il cui direttore del corso, nonché mio ex insegnante, tenevo ad intervistare: Davide De Cubellis; lui si è gentilmente prestato ed è qui a raccontare qualcosa in più sul perchè questo corso è nato, a chi si rivolge e cosa ci si può aspettare frequentandolo.

La smetto quindi di perdermi in chiacchiere e cedo il passo alla nostra intervista, buona lettura!


  • Davide de Cubellis: possiamo leggere pillole della tua carriera qui: https://www.idea-academy.it/davide-de-decubellis ma quello che ci piacerebbe sapere è, come direttore, cosa hai voluto portare della tua esperienza di artista e docente in questo Master. Qualcosa che mancava? Qualcosa che solitamente si affronta ma non con la dovuta attenzione?


Spero di aver voluto portare soprattutto quello che è mancato al Davide studente: una completa esplorazione del mondo dell’illustrazione contemporanea, di ogni genere, per ogni settore, con ogni tipo di stile, in modo da chiarire in un anno qualsiasi dubbio sul percorso da fare per arrivare a destinazione. La maggioranza dei percorsi didattici offre una formazione specialistica e tocca due o tre ambiti: se da studente, necessariamente acerbo e lontano da una totale comprensione dell’universo “illustrazione”, inizi a sospettare di aver sbagliato direzione, dovrai cambiare rotta o tornare indietro e ricominciare. E’ successo a tutti i miei colleghi e il rischio di perdere qualche anno è molto alto. Con Illustration360 vogliamo ridurre al minimo questo rischio.

  • 35 docenti: ognuno insegnerà durante tutto il corso dell’anno o sarà come prendere parte a tanti workshop differenti?


Per ogni settore dell’illustrazione interverranno 2-4 professionisti, generalmente molto diversi fra loro. Ognuno interverrà all’interno di un percorso organico, strutturato in 4 fasi: teoria, tecniche, stili, know-how. Ogni insegnante potrà trasmettere ai ragazzi stile, tecnica e propria esperienza, rispettando però i requisiti di un programma didattico che si completa col contributo dell’intero corpo docenti.
Daniela Tieni

  • Esiste un piano di insegnamento “orizzontale”, continuativo che si sviluppa nel corso dell’anno? Se si, da quali docenti sarà seguito?


Come ho detto, lo sviluppo della didattica è progressivo: si parte con un primo periodo di incontri sulla teoria. Ad esso si aggiungono le lezioni sulla tecnica, poi quelle sugli stili e infine gli incontri con addetti ai lavori complementari alla professione dell’illustratore. Gli incontri con lo stesso docente generalmente non saranno contigui. Quindi gli studenti avranno modo di metabolizzare quanto affrontato durante la lezione. Alla ciclicità di incontri si aggiunge la supervisione costante dei 4 docenti stabili di idea Academy, che un paio di volte al mese vedranno i ragazzi e oltre a svolgere le loro lezioni monitoreranno l’andamento della classe.

  • Tanti insegnanti per tante diverse finestre su possibili carriere: i loro interventi saranno in qualche modo legati ad un comune filo conduttore o saranno più simili, per fare un paragone scolastico, a testi specialistici di approfondimento?


Il fil rouge è l’illustrazione e l’intervento dei docenti è legato a un programma didattico progressivo. Ogni docente, nonostante un’ampia autonomia, ha un ruolo ben preciso. Per fare un esempio: due docenti probabilmente si occuperanno dello stesso settore, ma partendo da approcci e stili differenti. E non affronteranno la stessa tecnica o lo stesso argomento teorico. Qualora lo facessero, si divideranno in base al programma che stabilisce già chi tratterà determinati aspetti e chi altri. Nella seconda parte dell’anno, assegneremo temi periodici per l’assegnazione degli esercizi da risolvere in classe e sviluppare a casa, in modo che i ragazzi dovranno trattare lo stesso tema trovandosi però di fronte a esperienze lavorative molto differenti.
Gianluca Folì

  • Sul sito di IDEA si trova questo elenco di materie: ​Osservazione, Volume e Composizione, Forme e Dinamica, Proporzioni e Recitazione, Luce e ombra, Costuzione e volume, Colore e Valori, Lavoro sui diversi tipi di testo, Matita, Tempera, Acrilico, Acquerello, Olio, Pantone, Pittura Digitale e Vettoriale, Presse Junesse, Scolastica, Teen, Fumetto, Publishing e Magazines, Advertising, Realistico.
Vi soffermerete su tutte in egual misura o alcune di queste godranno di un approfondimento più ampio durante il corso dell’anno?

Essendo i docenti così tanti e diversi, ogni tecnica o argomento verranno trattati uniformemente.
Ma nel mondo dell’illustrazione, qualunque sia il settore, bisogna poi fare tantissima pratica, applicare quanto imparato ai propri lavori e ovviamente l’approfondimento delle tecniche affrontate in classe dipenderà poi da quanta pratica vorranno fare gli studenti fuori dalle ore di lezione.
Non basta sapere come si fa o provare, poi bisogna fare.
Giulio Castagnaro

  • Sul sito si parla di “altri vantaggi” tra cui quello di prendere parte agli altri workshop organizzati da IDEA Academy con professionisti di tutto il mondo: è tutto compreso nel costo della retta o si parla di agevolazioni? In quest’ultimo caso, di che tipo?


Agevolazioni ovviamente, perché se quei workshop fossero compresi nel costo del corso, dovremmo parlare di una retta decisamente più importante. Agevolazioni che variano poi in base al tipo di workshop e all'autore invitato, perché anche le spese affrontate variano in base a diversi fattori: un autore che viene dagli States sicuramente costerà alla scuola più di uno che viene dalla Spagna.

  • Quali possono essere, a tuo parere, i vantaggi per chi si sta avvicinando al mondo dell’illustrazione e sceglie di partire con Illustration 360? E quali per un artista che ha già mosso i suoi primi passi nel mondo del lavoro, o perchè no anche un professionista, a prendere parte al corso?


Possibilità di conoscere tecniche o stili che in altri corsi di formazione non vengono affrontati, semplicemente perché rivolti solo ad alcuni ambiti. Un’enorme quantità di professionisti e ogni professionista è un potenziale contatto di lavoro. Perdita di tempo ridotta a zero.
Irene Rinaldi

  • Verso quali obiettivi, in qualità di docenti, vi proponete di portare gli allievi al termine del corso?


Come per tutte le scuole e al di là della specificità di questo o quel corso, moltissimo dipende dall’impegno con cui gli studenti affronteranno il master, dentro e fuori dall’aula. Detto ciò, vorrei in primis che formassimo mentalmente i ragazzi a ciò che li aspetta. Vorrei motivarli e fornire loro i giusti strumenti, educarli a uno sguardo più ampio e lungimirante. Soprattutto lavoreremo e garantiremo la nostra presenza per evitar loro il classico (o molto frequente) spaesamento che sopraggiunge una volta terminati percorsi di questo tipo. Riguardo alla possibilità di formare un portfolio (e non solo...) da presentare, quella è una possibilità concreta, che attueremo già in fase di svolgimento se i ragazzi risponderanno come ci aspettiamo. Ma so per esperienza che per produrre un portfolio maturo serve tempo, ricerca, metabolizzazione e noi saremo sempre disponibili per assistenza, consigli e review.
Paolo D'Altan

  • Come illustratore professionista e come docente quale pensi sarà per gli allievi l’impegno in termini di tempo durante il corso di quest’anno? Ci saranno finestre per dedicarsi ad altro (ad esempio portare in parallelo un lavoro part time)? O consigli piuttosto agli studenti di dedicare il 100% del proprio tempo al corso?


Tutto dipende dall’indole e dalle capacità del singolo. Io mi occupo di molte cose in contemporanea e per carattere non saprei fare diversamente. Ma è ovvio che in un percorso di formazione ha maggiori possibilità di crescita chi è mentalmente più predisposto e chi ha più tempo da dedicare a quell’obiettivo.

  • Ti ringrazio per il tempo dedicato e auguro a te e a tutti i futuri studenti di Illustration 360 un anno fantastico!


Grazie di cuore a te e soprattutto buon lavoro!

Lo straordinario corpo docenti di ILLUSTRATION 360

mercoledì 6 maggio 2015

La luce in fondo al tunnel sta dietro a una curva

Come figure creative spesso attraversiamo una gran quantità di stati d'animo racchiusi in intervalli di tempo anche piuttosto brevi.

Ovviamente ci sono tante sfaccettature ma grosso modo credo si possano racchiudere in questi tre filoni principali:

- Il momento della spensieratezza creativa e del benessere
- Il momento della depressione (faccio schifo, non migliorerò mai, tutti sono più bravi di me, ecc ecc.)
- Il momento dell'incertezza e del dubbio.

Per quanto il momento della depressione sia brutto e ci faccia stare male sempre, se siamo stati in questo ambiente abbastanza a lungo abbiamo imparato due cose:
UNO - viene ciclicamente e, altrettanto ciclicamente passa. Così, anche se una voce dentro di noi ci dice che non c'è speranza ce n'è un'altra che ci ricorda che la luce in fondo al tunnel di solito sta dietro ad una curva, per questo non la vediamo. Basta aspettare.
DUE - nessuno ci può aiutare a parte noi stessi. Non fraintendetemi, avere qualcuno vicino che ti coccola emotivamente facendoti coraggio è importantissimo e ci aiuta a sentirci amati in un momento in cui a volte nemmeno ci sembra di meritarcelo (si, siamo un po' degli inconsapevoli adora-drammi). Ma il punto è che quando siamo così depressi l'unica soluzione è alzare il fondoschiena e affrontare le nostre paure: continuare a lavorare anche se pensiamo non porti a niente, mandare portfolio a potenziali datori di lavoro anche se temiamo di non essere all'altezza, far vedere le nostre cose a colleghi e professionisti competenti anche se ci vergogniamo come ladri al pensiero di quel che potranno pensare e dire del nostro lavoro. Questo fa anche sì che gli unici a poter veramente fare qualcosa per uscire da questo stato di frustrazione nera siamo noi e nessun altro.

Una volta che sai queste due cose non ti resta che procedere per tentativi. Un po' come quando ti devi rialzare da un divano particolarmente molle o come quando devi uscire dalla piscina passando per il bordo e non dalla scaletta: se i tuoi muscoli sono allenati in uno o due tentativi sei di nuovo in piedi. Se sei alle prime armi magari saltellerai goffamente per un po', prenderai panciate a bordo piscina o dovrai fare strane acrobazie aggrappandoti al bracciolo del divano ma alla fine ne uscirai lo stesso.

Sapendo che se ne esce è più facile perseverare nel tentativo di tirarsi su, anche quando è stancante.


Il momento dell'incertezza è un po' più bastardo. Si può manifestare con o senza depressione al suo seguito e ci getta in uno stato confusionario. Ci sembra di non conoscere la nostra identità, non sappiamo se abbiamo scelto la giusta via, iniziamo a dubitare di tutto quello che facciamo e che abbiamo fatto. Ci chiediamo se forse, ad un certo punto della nostra vita non avremmo dovuto prendere la svolta B anzichè la A. Ci chiediamo se stiamo facendo troppo o, al contrario, troppo poco.

La risposta a questo momento di confusione è una temporanea apatia che può essere più o meno grave a seconda se c'è un lavoro in corso o no (anche se di solito tende a manifestarsi quando non stiamo lavorando, probabilmente perchè il nostro cervello non è sotto pressione e quindi si prende del tempo per farsi domande esistenziali).

Anche qui la cosa di solito segue uno schema che può variare ma resta sostanzialmente sempre lo stesso:
- Ci si mette in discussione.
- Non si riesce a fare più nulla.
- Si prova a fare qualcosa di diverso o ad affrontare dei dubbi.
- Si comincia finalmente ad uscirne.

La cosa interessante è che di solito, al contrario dei periodi di depressione che sono solo più o meno stancanti e basta, questi periodi hanno invece "un lieto fine". Aver messo in discussione quelle che prima erano certezze o quanto meno routine, aver pensato a possibili soluzioni e piani alternativi, aver messo in pratica qualche nuova idea, solitamente sono tutte cose che preludono ad un nuovo inizio, piccolo o grande che sia.
E spesso è proprio quello di cui avevamo bisogno.

martedì 3 febbraio 2015

Pensieri da illustratore #12


domenica 20 luglio 2014

L'incanto del Creato



il Tempio Votivo di San Francesco al Terminillo, nell’agosto del 2014 celebrerà il 50° anniversario della sua Dedicazione. Il Templum pacis è stato la prima chiesa dedicata al santo di Assisi dopo la sua proclamazione a patrono d’Italia. I frati minori conventuali, artefici dell’iniziativa, desideravano che questo Temp...
io fosse elemento di sintesi nella Valle santa. In esso infatti sono custodite le Reliquie di S. Francesco, raro privilegio concesso a pochissime chiese nel mondo. Per fare memoria di tutto ciò è stato approntato un programma di iniziative culturali, aggregative, concertistiche, per valorizzare tale patrimonio e tale ricchezza
In quest’ambito si inserisce ‘L’Incanto del Creato’, la mostra internazionale di illustrazione per l’infanzia, liberamente ispirata al Cantico delle Creature quale stimolo per continuare ad esprimere come attraverso il bello, l’arte e la creatività umana, ancora si possa valorizzare la Creazione per imparare sempre più a rispettare, a proteggere, a custodire ciò che ci è stato donato, nel suo splendido equilibrio e nella sua armonica bellezza.

 L’INcanto del Creato, a cura di Manuela Marinelli e Barbara Pavan, con il Patrocinio di Comune di Rieti e Fondazione Cammino di Francesco, inaugura sabato 26 luglio 2014, dalle ore 16.30, nelle Sale espositive attigue al Tempio Votivo Nazionale di San Francesco al Terminillo, Pian de' Valli, Rieti.

 In mostra le opere di Paula Bossio (Colombia), Cristiana Cerretti (Italia), Judith Clay (Germania), Nataly Crollo (Italia), Daltr’Onde (Italia), Stamatina Doutsouli (Grecia), Paola Di Giorgio(Italia), Mariapia Gambino FattiDiC’Arte (Italia), Kim Fleming (Canada), Camilla Garofano (Italia), Tesa Gonzalez (Spagna), Fatemeh Haghnejad (Iran), Dunja Jogan (Italia), Keziat(Italia), Roberta Masci (Italia), Elisa Moriconi (Italia), Enrica Pizzicori (Italia), Lucia Ricciardi (Italia), Kordula Rockenhaus (Germania), Leyla Safa (Iran), Chiara Smacchi (Italia),Sonsenzansie (Italia), Daniela Stanisci (Italia), Stefan Turk (Italia), Luca Vannozzi (Italia), Julio Vanzeler (Portogallo), Cecilia Varela (Argentina), Carola Vergara Junge (Cile), Francesca Dafne Vignaga (Italia) e Alexandra von Bassewitz (Germania).
 

La mostra rimarrà aperta fino al 31 agosto 2014 e sarà visitabile tutti i giorni dalle ore 10.30 alle ore 12.30 e dalle ore 16.30 alle ore 18.30.
 

Catalogo in mostra.
Bookshop a cura di Libreria Moderna

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/lincantodelcreato?fref=ts

Le mie tavole in mostra

L'attesa

La lunga danza

giovedì 27 marzo 2014

Da Bologna con furore

Sono due minuti che scrivo parole nel tentativo di dare inizio a questo post. Che poi cancello. L'ultimo tentativo è stato un poco convincente "cari tutti".

Nel mio esternare un certo disappunto per la mia incapacità di donare al post un inizio entusiasmante noto però che ho comunque rotto il ghiaccio grazie a questo preambolo. E allora, avanti tutta!

E' il primo giorno a casa dopo l'esperienza della fiera del libro per ragazzi di Bologna 2014.

E' stato un anno incredibile! Ma prima di entrare nel vivo della fiera facciamo qualche passo indietro.

Biglietti e cartoline ritirati in tipografia venerdì 21.
Partenza: domenica 23
Come ormai TUTTI GLI ANNI ho tranquillamente pensato "manca ancora tantissimo tempo" fino a che non mi sono accorta che, di lì a 7 giorni sarei partita per la fiera.
Sarei partita e non avevo un book pronto, non avevo biglietti da visita, non avevo materiale promozionale da lasciare sul muro degli illustratori.

Il muro degli illustratori è scherzosamente definito "muro del pianto" da... più o meno tutti coloro che lo conoscono mi è parso di capire. 
Questo perchè vedono dietro le lunghe pareti colme di biglietti, poster, cartoline e quant'altro le facce smunte di illustratori che mendicano per un lavoro.

Invece io la vedo in modo DIAMETRALMENTE OPPOSTO.

Partendo dall'assunto che io grazie al Muro ho anche lavorato e non una volta sola, e che mi hanno scritto sia autori, che piccoli che grandi editori da lì, per me quelle pareti sono UN'ESPLOSIONE DI VITALITA'. 
Appena entrate, con il muro ancora "vuoto"
Illustratori che hanno occasione di entrare in comunicazione, tramite la sola forza delle loro immagini, con potenziali contatti di tutto il mondo (quest'anno mi ha fermata un'editor cinese per dire!). 
Agenzie, Editori, Associazioni che invitano gli ospiti della fiera a visitare il loro stand, il loro sito, a porre attenzione alle loro iniziative.

Per me è un brulicare di energie positive, una corrente continua e coloratissima che trasporta immagini e parole, propositività e possibilità.

Poi certo, ci sono anche gli aspetti negativi, come la maleducazione di certa gente. Persone che arrivano il terzo, quarto giorno di fiera, e ritengono legittimo, per far posto alle loro cose, a poster A4 o A3 , strappare, coprire e rovinare con scotch colla e strappi il materiale di tutti coloro che magari son venuti con entusiasmo fin dal primo giorno di fiera.
Quello mi da proprio fastidio, molto più di quando sparisce qualcosa dalle pareti: quello è inevitabile. 
Anche per questo bisogna arrivare a Bologna muniti di scorte di ricambio, passare dal muro più volte nell'arco della giornata e sostituire con cura e regolarità il proprio materiale... del resto, se non si prevede che qualcuno lo raccolga, che lo si lascia a fare?
Il muro nemmeno passata mezza giornata (e ancora sarebbe cresciuto)

Detto ciò.

Le mostre. Ammetto che quest'anno la mostra degli illustratori ha lasciato in me (e non solo, stando anche a sentire colleghi e colleghe) ben poco interesse. 
Non perché le illustrazioni esposte non fossero opere di qualità. Per carità, ci mancherebbe solo.
Il fatto è che, anno dopo anno, io NON VEDO MAI una mostra che rifletta la VERA editoria per ragazzi. Ogni tanto si affaccia timida una raccolta di un autore che forse forse... ma per il resto è tutta arte e ricercatezza, grandi idee e finezza. Molto interessante. Ma in un altro contesto. Magari in una bella galleria, come esposizione di artisti e illustratori contemporanei.
Il confronto fra questa parete e quella della
foto sopra sorge spontaneo.

La mostra di Bologna invece ha la capacità, che non viene mai meno anno dopo anno, di COZZARE TREMENDAMENTE con quella che è la realtà del panorama editoriale, di NON RAPPRESENTARE MINIMAMENTE quello che è il vero mercato del libro per bambini. E non è difficile accorgersi di quanto il contrasto strida tremendamente.

Basta superare l'ingresso della fiera, passare dalla mostra e poi andare in visita agli stand degli editori che si trovano pochi metri più avanti. 
E sarà come aver trovato un varco dimensionale fra due universi paralleli.
Manon Gauthier, Canada

Ripeto infine: ci sono tavole veramente belle, questo non si può mettere in discussione e nemmeno ci proverei. Quello di cui discuto è il fatto che non solo non rappresentano il panorama attuale, ma neanche quello futuro, come spesso cercando di spiegare le loro scelte i membri delle varie giurie. Io vado alla fiera da più di dieci anni, le scelte per la mostra sono ogni anno sempre simili e nell'80% degli stand (almeno) non si vede nulla del genere. Quindi non critico la qualità, il gusto o l'estro. Critico il fatto che, per essere uno spaccato sul mondo dell'illustrazione per l'infanzia, la fessura da cui sbircia è stata evidentemente posta sul lato sbagliato.

Ecco comunque un link per farvi un'idea personale della mostra in questione: http://www.bolognachildrensbookfair.com/mostra-degli-illustratori/immagini-illustratori-selezionati-2014/2517.html


Mi spiace di avere solo questa foto scamuffa ma la batteria del cellulare mi
stava abbandonando.

Tutt'altro discorso invece quello della mostra di Satoe Tone, la vincitrice dello scorso anno del Premio Internazionale d'Illustrazione, capace di creare mondi magici e meravigliosi, semplicemente incantevoli.
Adoro i suoi colori!

Anche in questo caso lascio qualche link di riferimento:

Una bellissima intervista a cura della DeDominicis Agency: http://dedominicisagency.com/2.0/?p=4512


Recensione del libro "Dove batte il cuore" della Tone, uscito in Italia per Kite Edizioni: http://www.booksblog.it/post/95127/dove-batte-il-cuore-di-satoe-tone

Anche se a malincuore non ho visto praticamente niente di questa mostra.
Purtroppo ci sono stati parecchi eventi a cui ho dovuto rinunciare, fra cui
l'incontro con Binaca Pitzorno che si è verificato in congiunzione astrale con
un colloquio veramente molto importante...
Questa fiera alle volte pone davanti a scelte crudeli ç_ç


Oltre il muro, oltre le mostre, rimangono le due cose che sono per me più importanti: la maratona di colloqui (che non prendo mai per appuntamento, perchè coloro con cui mi interessa parlare 9 volte su 10 non ti rispondono nemmeno via mail... bisogna improvvisare! A meno che non vogliate andare dai grandi gruppi editoriali italiani) e gli incontri con gli amici illustratori.

Quest'anno io e Chiara, la mia immancabile compagna di mille avventure bolognesi, siamo tornate ai fasti dei nostri primi anni, camminando come indemoniate... io stamattina ho scoperto di aver perso una cosa come due chili in 4 giorni, altro che dieta ahahahah XD
Chiara intenta a fare un nuovo giro di biglietti da visita da lasciare sul
muro. Come potete vedere la parete è ormai colma di immagini fuori da
ogni possibile controllo.
E' non è il peggio.

Certo, ci sono stati i risvolti meno accattivanti, come dei piedi gonfi e doloranti per i quali ho dovuto rinunciare ad una cena fra colleghi [ :((( ] e a causa dei quali ho dovuto reggermi fra i padiglioni al 50% con la sola forza di volontà e al 50% con l'amico brufen, l'antidolorifico che scaccia il dolore della carie ma quieta giusto un tantino quello dei piedi che ti stanno mandando a quel paese.

Ne sarà valsa la pena, vi chiederete voi?

Assolutamente si!

Da che mi ricordo i miei colloqui a Bologna sono sempre stati un'altalena di emozioni positive e negative perché si sa, non sempre tutto va come vorremmo.

Invece quest'anno è stato come un'iniezione di adrenalina dritta nel cuore dell'autostima! Complice il fatto, probabilmente, che so scegliere ormai gli editori a cui rivolgermi, complice il fatto che in quest'ultimo anno mi sono data da fare come non mai... ma devo dire che, almeno a parole ho ricevuto un sacco di buone ed interessanti proposte! Adesso vediamo quante di esse si tradurranno nei fatti (si sa che bisogna sempre lavorare in grande perché poi a concretizzarsi nella realtà son sempre pochissime cose fra quelle che sembrano essere ormai sicure in fiera!).
Anche la mia agente mi ha detto che le cose sembrano essere rosee dopo gli incontri di quest'anno quindi che dire: mi rimbocco le maniche per prepararmi al meglio a quello che - speriamo - sta per arrivare!

Piccoli aneddoti:

- Sono uscite le mie bamboline!!! Sono passata allo stand Edicart ed erano usciti i giornalini e le confezioni delle bamboline a cui ho lavorato lo scorso anno. Colgo l'occasione per ringraziare Gianluca che mi ha presentato le persone con cui ho realizzato questo lavoro e Roberta e Alessandra che sono un team formidabile :)

- Cattivi umori. Io non voglio fare di ogni erba un fascio: ma è mai possibile che SOLO nei padiglioni delle case editrici italiane si incontrino (o magari sono solo io, è possibile per carità) persone scorbutiche, screanzate e malmostose? Addirittura in un certo stand di un grande editore italiano una povera receptionist si è vista gridare in faccia un brutale NO dall'editore cui era andata a chiedere se fossero previsti incontri con gli illustratori. E' tornata barcollante verso di noi con un sorrisino terrorizzato e mi sono sentita male io per lei, lo giuro. Si dice tanto del presunto brutto carattere dei francesi, ma sinceramente in fiera io li ho sempre trovati gentili e, quando non particolarmente dell'umore, quanto meno sempre professionali. 

- Colloqui a sorpresa. Siamo passate lunedì da un editore inglese che ci piaceva ma purtroppo non c'erano responsabili con cui poter parlare. Mercoledì siamo tornate lì davanti e scopriamo, con un po' di disappunto, che quel giorno avevano organizzato dei colloqui ma erano già tutti pieni. Così facciamo un check per vedere se abbiamo preso tutti i riferimenti: cataloghi, biglietto, quant'altro. Ci si avvicina un giuovine uomo chiedendoci se può esserci in qualche modo d'aiuto e noi spieghiamo: siamo illustratrici, volevamo esser sicure di aver preso i riferimenti per poter mandare materiale. Così lui ci invita a mostrargli al volo il lavoro (mentre la sua collega editor stava svolgendo un colloquio ufficiale) così da poterci dire se eravamo effettivamente in linea con il loro lavoro oppure no. A quanto pare si, sembra entusiasta. Ci dice di aspettare qualche minuto che la collega finisca in modo da chiederle se è possibile mostrarle il nostro portfolio magari in un piccolo buco temporale. PECCATO che poi venga rapito da una cliente così, quando la ragazza si libera noi cerchiamo di spiegare disperatamente che no, non siamo due cafone che vogliono infilarsi a forza usurpando il legittimo posto della ragazza dietro di noi (che abbiamo avuto il piacere di conoscere nell'attesa), ma che su diretto suggerimento del suo collega le dovevamo chiedere se aveva del tempo da dedicarci magari in seguito. Fatichiamo un po', ma alla fine riusciamo a farci capire e lei, veramente carina, ci crea uno spazio extra alla fine dei colloqui prestabiliti. Il tempo di un panino e torniamo e vi dirò: ne è valsa la pena!
Un disegnino esemplificativo di Chiara mentre ci ristoravamo
in vista del colloquio seguente.

- Colloqui a sorpresa - 2. Sedute in un angolo a rassettare l'agenda e a ritemprare le energie riceviamo entrambe una mail da uno stand libanese che ci dice di aver preso il nostro materiale dal muro e di volerci incontrare in giornata. L'incontro è andato molto bene, non si è parlato di compensi quindi, visti i chiari di luna, la faccenda è ancora in forse... ma sarà quel che sarà! Intanto però è stata una gradevole sorpresa :)

- Autografi: ci sono stati chiesti autografi totalmente inaspettati! Credo che siamo entrambe ancora fucsia per l'emozione e l'imbarazzo.

Per fortuna, ad energizzarci tra una corsa e l'altra, c'è stato l'incontro con le facce allegre degli amici e amiche illustratori e illustratrici. Ho rivisto tantissime persone che adoro, conosciuto facce nuove e dato un volto 3D a tanti amici per ora conosciuti solo tramite Facebook: è stato bellissimo, grazie mille a tutti voi! Siete sempre tanto dolci e a me dispiace di avere sempre l'occhio da trota salmonata in fiera, l'aria barcollante e l'aria di pensare ad una cosa del genere (guardare il video a sinistra per capire).

In realtà non è così, sono davvero felice di vedere tutti, ma fra il sonno e la stanchezza perdo di lucidità in men che non si dica!!! Chiedo dunque venia a tutti quanti. U__U

Varie ed eventuali:

- Nel corso delle chiacchiere fra i corridoi sono anche uscite delle perle non da poco che varrà la pena illustrare più avanti, soprattutto negli incontri con Ilaria con la quale il delirio è stato portato ai massimi livelli! :DDDD

- Allo stand dell'Associazione Illustratori sono stati organizzati 4 fantastiche dimostrazioni della Cintiq ad opera di 4 giovani e talentuosissimi illustratori: Marisa Vestita, Andrea Alemanno, Sumi e Morena Forza. Hanno realizzato un'illustrazione spiegando passo passo i metodi usati per ottenere determinati risultati... interessantissimo! Ho imparato un bel po' di cosette nuove :)

Infine quest'anno non sono venuta solo come illustratrice ma anche per presentare un progetto mio e di David Bellantuono: BOOKPRO

Non è stato facile. Noi illustratori pensiamo a volte che gli editori ci guardino con ostilità, ma è nulla a confronto del TERRORE nei loro occhi quando ti avvicini con la frase: "Vorrei parlarle di..."

In quel momento la tua figura si fa indistinta e assumi l'aspetto di un testimone di Geova o di un venditore della Folletto. 

Il nostro biglietto da visita!
Ho dovuto sfoderare il mio migliore entusiasmo per passare oltre il grembiule virtuale da venditrice di aspirapolveri che mi era stato assegnato e spiegare in cosa consisteva il progetto: un ricco database di progetti libro di autori esordienti e professionisti, di facile consultazione e dagli innegabili vantaggi per via della possibilità di ricercare opere ad hoc per la propria linea editoriale, per la comodità di poter conservare in modo pulito ed ordinato tutti i progetti interessanti e la sicurezza di avere sempre i dati degli illustratori interessati facilmente reperibili ed a portata di mano. E potrei continuare! Ma conviene sbirciare il progetto a questo link (ovviamente sono invitati anche tutti gli autori a venirci a visitare!): http://www.bookpro.it/

Insomma, ho dato biglietti da visita, fatto colloqui di presentazione, raccolto indirizzi a cui inviare il materiale e appeso locandine e recapiti... Pensavo che dopo Bologna il lavoro da fare sarebbe diminuito. Ma pare destinato ad aumentare ancora: meglio così.

Adesso ho mille cose da fare, finire, mettere a posto... inizia un nuovo fantastico anno di lavoro illustrato! Non vedo l'ora :)



mercoledì 30 ottobre 2013

Workshop: Colori d'autunno

Ogni tazza aveva il suo delizioso bigliettino
personalizzato col nome del partecipante al corso
ad essa destinato. Meraviglioso!
Quest'anno ho deciso di dedicarmi un po' alla mia formazione. A causa del lavoro continuo (sia sempre ringraziata Julia Cameron XDDD) e delle tasche perennemente vuote (il lavoro sarà anche continuo, ma il flusso di bollette e conti da pagare pure) avevo miseramente lasciato da parte la possibilità di accudire un po' me stessa da questo punto di vista.

Avete presente quando sentite dentro di voi di essere arrivati alla fine di un livello ma di non riuscire a trovare la chiave per passare a quello successivo? Ecco, era diventata una sensazione a tratti un po' ossessiva e quindi fare qualcosa è stato imperativo.

Ho iniziato con dei corsi online, proseguito questa estate con l'incredibile Animation Masterclass della Pixar (organizzato a Roma da Ciro Sannino) e ad inizio autunno con un meraviglioso workshop tenuto da Paolo Domeniconi (e organizzato da Teresa Alberini in quel di Follonica, di cui vi ho parlato nello scorso post).

Per quanto riguarda quest'ultimo ho avuto modo di sottolineare quanto tè e tisane siano alla base degli elementi liquidi della vita quotidiana di un'illustratore. Diciamo che tè e tisane stanno agli illustratori come i superalcolici stanno a Marion Ravenwood.

Potete dunque immaginare come mi si sono drizzate le antenne all'apparire di questa immagine di fronte ai miei occhi:

Organizzato da Arianna Robustelli e Isabella Mazzanti ecco un workshop che promette un pomeriggio in una favolosa casa di campagna, con due fantastiche illustratrici come guide e promesse di tè, torte biscotti, focacce, caldarroste e quant'altro. Tutto fatto in casa dalla mamma di Arianna e rigorosamente biologico (è addirittura andata presso un mulino in Toscana il giorno prima per comprare la farina!!!).

Colgo l'occasione per dire: Facebook non deve essere ovviamente il posto in cui passare tutte e 24 le ore della propria giornata. Ma se siete disegnatori non vi farebbe male iscrivervi, è un ottimo posto non solo per conoscere tante fantastiche persone, ma anche per conoscere workshop favolosi (come questo ad esempio!).
Isabella

Arianna
Ora posto che:
- Adoro l'autunno
- Adoro la campagna
- Stravedo per tè, tisane, dolcini, castagne e caminetti

Si evince che non avrei saputo facilmente dire di no. Quindi mi sono fiondata a dare una sbirciatina e ho scoperto che il prezzo era più che accessibile: 25 euro per un pomeriggio che si prospettava decisamente speciale: quindi perchè esitare? E infatti mi sono iscritta per prima alla velocità della luce XDDD

Eccoci qui: una pletora di illustratori!
Tra l'altro ho avuto modo così di rivedere la dolcissima Teresa, incontrare finalmente di persona Noemi Gambini (con la quale ci siamo fatte matte risate per tutto il giorno) e Daniela Volpari (con cui ho fatto una delle mie solite figure: su Facebook ci eravamo salutate allegramente con siiii daiii così ci si vede!!! Però mi sono scordata di guardare una foto per poterla riconoscere e così, quando ci siamo incontrate e salutate io non HO MINIMAMENTE capito chi fosse. Circa 3 ore dopo parlando con Noemi salta fuori che si trattava di Daniela LEI e così dopo l'esercizio all'aperto sono andata a ripresentarmi! Sono una creatura imbarazzante, non ce n'è :D). Ho anche incontrato due ragazze che avevano fatto la masterclass Pixar a luglio come me! Il nostro mondo è piccolo piccolo certe volte.

Ogni dettaglio era curato con attenzione così da trasmettere
l'atmosfera autunnale!
Una volta che ci siamo tutti riuniti e presentati e muniti di tè caldi e fumanti, Isabella e Arianna ci hanno introdotto a quello che sarebbe stato il tema del nostro lavoro: la natura come protagonista dell'illustrazione e non solo come mero espediente riempitivo.

E da dove cominciare a sperimentare se non dal ricchissimo giardino di Arianna? Era un piccolo Eden ricco di alberi e piante, prati, muschi, ciclamini, straripanti cespugli di odori: rosmarino, salvia, lavanda. Macchie di cactus, alberi di fico, ulivi, mimose, edere...

Ovunque c'erano muretti di pietra e scalette, un comodo patio con tavolo e sedie... solo l'imbarazzo della scelta per trovare un posticino dove sedersi!

Io di fronte a tanta scelta ho fatto la cosa che faccio sempre: trovare la soluzione più selvatica possibile. Così ho scelto una bella macchia di erba e fango umidi e mi ci sono sfrittellata sopra senza tanti complimenti.
Il fatto è che avevo puntato un angolo di giardino particolare dove c'era una gran concentrazione di varietà di piante che creavano un atmosfera particolare ad arco e che si sviluppavano prevalentemente in orizzontale.
E quando io mi fisso su qualcosa non ci sono più ragioni, specialmente se si tratta di lavoro.
Noemi at work
Ma anche in ogni altra circostanza che coinvolga il mio entusiasmo. Sono un'entusiasta, ecco (mettiamola così).

Con Noemi, Teresa e Alessandra (amica di Teresa che ho avuto la fortuna di conoscere in questa occasione!) quindi facciamo un gruppetto e popoliamo quell'area di giardino.

Ci siamo divertite come matte e abbiamo ricevuto la compagnia inaspettata degli abitanti di un vicino pollaio, di un silenzioso felino nero e di una strana creatura che emetteva, da un angolo oscuro, un verso simile a quello di un cucciolo di cane ma accompagnato da un frullare d'ali. Per non parlare del fatto che alle volte il latrato diventava quasi simile ad un vagito. Esperienza quanto meno surreale. Ma non siamo mai riuscite neanche ad intravedere da dove provenissero quei suoni, e così la faccenda resterà per sempre avvolta nel mistero.

Teresa at work
Col passare delle ore il sole è calato e l'umidità e aumentata, a tal punto che il foglio ha iniziato a bagnarsi anche dove l'acqua non era mai stata portata dai nostri pennelli. Nonostante l'ammirevole voglia di sfidare questa nuova avversità abbiamo dovuto convenire che era giunto il momento di spostare noialtri all'interno della casa, dove ad attenderci c'erano un banchetto allestito di tutto punto, nuova acqua calda per nuovi infusi e un bel caminetto scoppiettante (e dove finalmente ho avuto anche occasione di fare due chiacchiere con Arianna di persona!).

Direi che si commentano da soli.
Mancano all'appello ciambelline, torta al cioccolato,
caldarroste e pezzi di focacce rustiche. Ma fidatevi
era tutto incredibile.
Curiosità sul caminetto, è stato costruito dal papà della nostra gentile ospite in due sole settimane. Un camino meraviglioso e grandissimo. Io in due settimane ancora non ho finito di riverniciare la prima metà del mio cancello. Che altro aggiungere.

Dopo esserci adeguatamente rifocillati con tutte quelle delizie ci siamo accoccolati nuovamente alle nostre postazioni.

Isabella accompagnata da Arianna ha iniziato a farci una presentazione video dell'argomento che stavamo trattando.
Aveva infatti preparato un interessante selezione di immagini autunnali riguardanti la natura fra le più famose della storia dell'arte, a partire dalle più classiche fino ad arrivare agli artisti contemporanei.
Di ognuna sono stati fatti notare gli elementi più significativi, come sono cambiate alcune scelte nel tempo e quali, perché alcune o altre soluzioni erano particolarmente importanti sia nel loro contesto che per noi che oggi le osserviamo.

Alcuni dei libri da consultare a disposizione
Ho anche conosciuto così alcuni capolavori che non avevo mai visto.
Abbiamo concluso con alcune illustrazioni di Isabella stessa che mostravano appunto come lei introduceva la natura come vero e proprio "personaggio" delle sue tavole.

Infine ci siamo di nuovo messi all'opera.
Chi ha voluto ha portato a termine il lavoro iniziato in giardino.
Altri hanno fatto un simpatico esercizio: creare macchie di colore con l'acquarello da riempire successivamente con elementi naturali e decorativi.
Io avrei voluto fare entrambe le cose ma purtroppo non ce n'è stato il tempo; ho preparato le mie macchie, che finirò di lavorare in un futuro spero non troppo lontano, e ho portato a termine la mia illustrazione iniziata in giardino.

E, visto che ultimamente tutte le mie illustrazioni personali si stanno popolando di mostrini, poteva forse questa fare eccezione? Naturalmente no!

Il "mio" personale angolo di lavoro
Io al lavoro (con l'aria di chi ha visto un fantasma)
Il lavoro fatto quel giorno
dettaglio
Sto ultimando il lavoro con Photoshop (mi piacerebbe finirlo in settimana... vedremo). Quinta più scura
e cornice decorata, con elementi rigorosamente naturali... e con mostrini. Non posso resistere.
Dettaglio della cornice
Alla fine della giornata Isabella ha realizzato un piccolo originale realizzato durante la giornata ad un'allieva meritevole... e chi più meritevole della dolcissima (e bravissima) Noemi?

E infatti eccola qui con il suo premio, immortalata in una foto tremula come tutte quelle che ho scattato.
Il mondo guarda le mie foto e ringrazia ogni giorno che io non abbia deciso di fare il chirurgo. Ringraziate anche voi.

domenica 7 luglio 2013

Concorso di illustrazione - Il faro

Oggi vi presento un concorso decisamente carino, vi invito a scoprirlo! Si rivolge ad autori ed illustratori.

(Il testo che segue è riportato fedelmente dal sito web, io non faccio parte dei membri dell'organizzazione).



Il concorso “Il Faro. Una storia illuminata” nasce con lo spirito di “Illustramente”: animare il territorio e alimentare l’interesse nei confronti dell’illustrazione in generale e di quella per l’infanzia in particolare.

Alla luce di questa considerazione, il concorso vuole essere un altro momento di aggregazione, dapprima virtuale, attraverso le pagine dei siti “Illustramente”, poi reale, attraverso la partecipazione alle mostre e alla seconda edizione di Illustramente. Non ci sono finalità di “business”. Anche per questo, in questa fase, non abbiamo richiesto la presenza delle case editrici che, invece, faremo di tutto per avere come ospiti e in qualità di “osservatori” sia in occasione delle mostre che durante la prossima edizione di “Illustramente”, prevista per novembre 2013.
Concorso e mostra vogliono essere una nuova vetrina per i grandi professionisti affermati o per i giovani talenti. E, visti i numeri della prima edizione di “Illustramente” e l’entusiasmante riscontro della diretta online di “IllustraMeeting”, con molta modestia ci sentiamo di poter affermare che è una gran bella vetrina. Anche in considerazione dei grandi artisti che – con infinità disponibilità e dimostrando di essere grandi anche nella loro voglia di comunicare – ci hanno sostenuto e sono stati con noi.
Inoltre, tutte le opere partecipanti (sia le illustrazioni che i testi) saranno pubblicate sui nostri siti a partire dal 3 agosto 2013. Si svolgerà una votazione online, sostenuta anche da una specifica campagna social, che amplificherà notevolmente la visibilità degli artisti. I vincitori della votazione online avranno un “bonus”, in termini di punteggio, che si andrà a sommare al punteggio ottenuto dalla giuria.
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Concorso “Il Faro. Una storia illuminata“.
Regolamento e modalità di partecipazione

Il concorso è aperto a tutti. Si può partecipare nella sezione “autori” o nella sezione “illustratori”. Alla prima si può partecipare con un testo, le cui caratteristiche sono riportate nel regolamento; alla seconda, invece, con un’illustrazione. Il tutto, naturalmente, dovrà avere per tema il faro, l’ausilio alla navigazione marittima.
Chi volesse partecipare, dovrà seguire questi semplici passaggi.
• Prendere in visione il regolamento
• Scaricare, compilare e inviare (per e-mail e per fax) il modulo d’iscrizione (che sarà pubblicato a strettissimo giro)
• Entro la data di scadenza fissata per l’invio dei lavori (sia dei testi che delle illustrazioni), il partecipante dovrà inviare la propria opera ed effettuare il pagamento della quota prevista
• In caso di selezione, la comunicazione avverrà per e-mail

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